the crying game
Giro la testa di lato e la lama si riempie del mio riflesso. La curva della mascella. Il collo, curvando il polso. Butto fuori il fumo dal naso, giocando con le mie linee. Deformandole, nella brillantezza dell’acciaio. Per un po’ misuro il tempo con Lauren Hill – track four, track five – finchè anche la musica si spegne. E allora rimango a navigare nel silenzio più completo, gli occhi negli occhi, stordita di sonno e indeterminatezza. Vorrei un aggancio. Qualcosa, non so bene. Poi abbasso la mano per tagliarmi. Lievemente, come una carezza. Non accade nient’altro, per lunghi minuti.
corsi e ricorsi
“ ... Prigogine ha rivoluzionato, a partire dagli anni '50, questo quadro teorico, indagando a fondo gli aspetti macroscopici e microscopici del secondo principio per poter estendere la sua validità anche al caso di processi chimico-fisici lontani dall'equilibrio termodinamico. Di particolare importanza è il concetto da lui elaborato di struttura dissipativa, che scambia energia con l'ambiente esterno e, pur producendo entropia (cioè disordine secondo l'interpretazione classica), è capace di autostrutturarsi acquisendo una qualche forma di organizzazione interna. A dare un notevole impulso alla teoria delle strutture dissipative, dimostrandone la rilevanza anche pratica, è stata la scoperta delle cosiddette reazioni oscillanti in chimica e in biochimica. In particolare, il nuovo concetto introdotto da Prigogine aiuta a comprendere molti fatti inerenti la biologia e, più specificamente, gli organismi viventi in quanto sistemi termodinamici aperti. Le strutture dissipative, infatti, manifestano un duplice comportamento: in condizioni prossime all'equilibrio l'ordine tende ad essere distrutto, mentre lontano dall'equilibrio si genera ordine e si formano nuove strutture. Insomma, esse illustrano un possibile meccanismo per la creazione di ordine a partire dal disordine, come si osserva in molti fenomeni biologici.” (lettura di questa notte)
"Porca puttana, ragazze, qui siamo alla massima entropia.. ” (lettera di Lorena, 1998)
“ Ma cos’è un oscillatore, Fra? Cosa te ne fai? Cosa fai oscillare? ” (commento di Sissi, 2006)
“ L’infinitamente grande, sai, lo ritrovi solo nell’infinitamente piccolo.. ” (scritto sulla parete del mio soggiorno, 2004)
davanti al mio naso
“Imminente errore irreversibile. Sostituire l’hard disk per non perdere i dati acquisiti. Per continuare premere F1”.
Osservo lo schermo per qualche secondo, chiedendomi come sia possibile che il mio computer si trovi improvvisamente sull’orlo del baratro. Così, da un giorno all’altro. Quando fino alla settimana scorsa ero in grado di saltellare, serena e inconsapevole, tra una decina di finestre aperte contemporaneamente – il mio blog, il suo blog, eWebCounter, la consultazione di un forum lesbico, un documento in word di oltre cento pagine, youtube e chissà cos’altro – senza che venisse manifestata neanche la lontana ipotesi di un “lieve malfunzionamento”. Errore irreversibile. Imminente. Davvero non capisco. Alla fine decido di bere un bicchiere d’acqua e premere F1, da bravo struzzo telematico quale sono. E tutto si rimette in moto. Il mio desktop, tutte le icone al loro posto, la foto di Chiara sullo sfondo. Semplicemente, funziona. In uno slancio di pura emotività, decido di pulire la tastiera con un prodotto speciale che conservo per le grandi occasioni – a computer acceso, cosa assolutamente da evitare – prima di avviare la connessione. Che parte in un millesimo di secondo, efficace come non mai.



