la giusta direzione
No, perché essere sprovvisti del senso dell'orientamento è una cosa fastidiosa. Più per gli altri che per me stessa, visto che sono abituata a perdermi da sempre, con l'ostinazione di chi certe cose le fa per dono di natura. Sono gli altri a non capacitarsi, a interrogarmi con una luce di incredulità negli occhi: Ma com'è possibile? E io racconto che è una vita che torno a casa seguendo le frecce "centro città", che se i miei avessero abitato in periferia sarei finita a dormire sotto un ponte a giorni alterni. Che è una questione ereditaria - Tu sai dove siamo? Ah no io no, si sono detti per anni i miei genitori; un antidoto contro il silenzio coniugale, se ci si pensa - e che posso perdermi anche sotto casa, se mi distraggo proprio per bene. Quando sono di buon umore ho mille aneddoti da raccontare sull'argomento, come quella volta che non riuscivo più a ritrovare la macchina al vecchio Palatrussardi - c'era il concerto degli Skunk Anansie, una folla oceanica - e costrinsi i miei amici ad aspettare due ore a motore spento finchè la mia macchina non fu l'ultima rimasta nel parcheggio. Fra, ti ricordi almeno a che piano? No, non mi ricordo. Questo se sono in buona, altrimenti rispondo con un grugnito minaccioso e chiudo il discorso.
Anni fa una mia amica prendeva il treno tutti i fine settimana per passare due giorni con me, e passeggiare per le vie del centro era la cosa che facevamo più volentieri insieme. Sì, insomma. E io andavo a colpo sicuro, sai via Dante o due passi in galleria, dove se ci si perde basta alzare gli occhi ed ecco il Duomo a rimettere le cose a posto. Solo che poi mi distraevo, per un discorso appassionante o semplice vizio di carattere, e puntuale arrivava la sua domanda: Francesca, sai dove stiamo andando, vero? Alla fine era diventato un gioco, mi piaceva da morire prendere subito quell'aria compunta e dire cose come: Certo che lo so, stiamo andando a quel cestino dei rifiuti lì in fondo, volevo fartelo vedere. E lei si faceva portare per davvero, al cestino dei rifiuti, e io le raccontavo una storia. Di come anni prima uno spazzino ci avesse trovato dentro un prezioso manoscritto tutto accartocciato, roba rara, e io ero una delle poche a conoscere la vicenda perché sai, quando ci si sa muovere per la città, cosa vuoi, nulla sfugge. Nel tempo mi sono inventata intricati racconti su qualsiasi cosa, su un palo della luce, un sassolino per terra. Su un gabinetto pubblico, una volta. Perdersi non è una brutta cosa con certe persone accanto, l'ho sempre saputo questo. Oggi mi smarrisco da sola quasi sempre, e di storie sui pali della luce non me ne vengono più in mente.

mi sono addormentata sul divano.. -_° che stordimento..
ciao kia :-) oggi, più che il paese dei balocchi, va in scena la bella addormentata.. buona befana a te..
certo che mi va, ale :-) davvero quando vuoi.. adesso mi vedi un po' così ma di solito sono vigile e all'erta. per dire.. mi preparo il caffè va.. bacio
Ciao Francesca, buona Epifania!!! Come stai? Quando scrivi così sei il paese dei balocchi!
Un abbraccio forte.
cioccolatini liquorosi di prima mattina.... :-)
non è che va poi così bene!!! senti Francy, facciamo una cosa, visto che siamo sole in questa valle di lacrime... se nel pomeriggio non hai da fare vieni a chiamarmi e scriviamo qualcosa insieme... ossia tu scegli l'argomento e poi attraverso i commenti lo discutiamo. Oggi pom, domani... quando vuoi... mi farebbe molto piacere...
ora vado... bacioni
anch'io :-) sono una cioccolato dipendente. fra l'altro, mentre scrivevo questo post, mi sono mangiata mezza scatola di basini (cioccolatini al liquore. non i miei preferiti ma quelli avevo). direi molto bene.
Cioccolato!! La mia passione!!
"Come ultimo desiderio in punto di morte... chiederei PANE E NUTELLA"..
bacioni
ale, senti questa :-) una volta ero a londra per lavoro, arrivo in hotel nel tardo pomeriggio (un hotel nuovo, non il solito dove andavo sempre), e dico ok, doccia veloce ed esco. mi faccio una passeggiata, mangio qualcosa bella rilassata e al momento di tornare mi accorgo di aver lasciato il bigliettino con l'indirizzo dell'hotel al tassista. e non c'era verso di ricordarmi il nome di sto maledetto posto. per tornare ho dovuto telefonare a tipo cinque colleghi VERSO LE UNDICI DI SERA chiedendo "scusa l'ora.. ma tu per caso sai in che hotel sono?". io sono così. e anche peggio.
già che è la befana oggi! non mi ricordavo :-) allora.. vorrei del CIOCCOLATO. tanto, un cesto magari, una calza piena zeppa. deciso. auguri anche a te :-) baci
Che bello perdersi! Spesso, quando arrivo in una città che non conosco, la prima cosa che faccio è uscire senza avere una direzione esatta da prendere e cammino cammino cammino... Nel frattempo se qualcuno si allarma e mi chiama, io -recitando- rispondo ancora più allarmata: "aiuto, dove devo andare? a chi chiedo? che via sarà mai questa?".... E intanto tutti che si preoccupano e organizzano un'ispezione della città!! Poi di colpo torno! Non c'è cosa più bella del PERDERSI e RITROVARSI!
Ciao Francy... auguriiiiiiii :-)
"Chiedi su!!" Cosa vuoi dalla befana?



