Quando vedi la luce rossa sei in onda

la parola manicomio

 

 

Ho chiesto: “E’ buono, amico?”

“E’ amaro amaro”, ha risposto.

“Ma mi piace

perché è amaro

e perché è il mio cuore”.

SC

 

 

 

Fuori.

 

C’è una donna in piedi al centro del soggiorno. Indossa una camicia bianca con le maniche arrotolate fino al gomito e ha i piedi nudi, come sempre quando è sola in casa. Non è che stia facendo molto, in realtà. Apre i cassetti della madia, uno alla volta, poi la cassapanca sotto la scala a chiocciola. Conta i libri che colorano la parete di fondo, leggendo i titoli ad alta voce. Cose così. Del telefono che squilla a lungo nell’altra stanza, sembra non accorgersi nemmeno. La diresti concentrata sulle sue cadenze, rapita dalla meccanicità di ogni gesto. Assente, ecco. Se tu fossi nella sua testa, potresti riconoscere i tratti di una decompressione emotiva in corso. Sensazioni, suoni, frammenti di paura, stato – ogni cosa sospinta ai margini di un incerto fulcro. Ma così, vista dall’esterno, appare semplicemente distratta, persa in un pensiero vagamente piacevole.

 

 

Dentro.

 

14 Febbraio.

La solitudine, in questa parte della mia esistenza, è un bisogno primario. Vivo la gente che mi circonda come una dissonanza. Il rumore, l’imposizione di un diverso ritmo. Dov’è la libertà di scelta di cui mi parlano, io non capisco. Mi scopro costantemente affamata di assenza, cerco gli angoli morti, mi nutro di sospensione. Perché i miei pensieri hanno bisogno del vuoto assoluto per trovare la loro completezza, e qui esiste una serie infinita di ostacoli, di spigoli umani, di interferenze su cui fatalmente finisco per infrangermi. Lo so che non va bene. E sto lavorando tanto su questo disagio, ma ho l’impressione di farlo per i motivi sbagliati. Per istinto di sopravvivenza, per dilatare la mia capacità di sopportazione. Ripeto a me stessa di concentrarmi sull’essenziale. Mi impongo di inscrivere ogni prospettiva possibile in un quadro di ventiquattro ore. Il mondo esterno, semplicemente, non esiste.

 

 

23 Febbraio, pennarello nero.

Guardo la mia mano, la linea dell’avambraccio, e intanto penso. Che dovrò adottare ogni cautela. Adotta. Ogni. Cautela. Lascio che questa immagine mi scorra tra le dita come sabbia.

 

 

25 Febbraio, squarcio viola.

Vogliono tutto, asfaltano ogni pudore. Parole, sguardi, sangue. Giocano su queste variabili applicando oscure alchimie, teorizzando sul valore dell’osservazione e della manipolazione chimica. In cambio offrono soluzioni che scardinano l’ordinata del mio tempo con una noncuranza che mi piega in due dal nervosismo. Sento un dolore che è quasi fisico, al centro del petto. Il fatto di non poter parlare con un medico che condivida il mio senso di urgenza, che dimostri una uguale determinazione, mi fa soffrire enormemente. Dicono che mi nascondo. Che ho il potere di scomparire a me stessa, al mondo. Ma guardatemi, cristo. Io voglio essere spinta oltre, non chiedo altro. Ho bisogno di un filo a cui aggrapparmi. Qualcosa che sia anche sottile come una lastra di vetro, ma che mi sostenga. Che mi sostenga un pochino. Ho i nervi a pezzi, la calligrafia impazzita. Rifiuto il cibo da tre giorni, mi alimento di pura ostilità.

 

 

4 Marzo, mi ricordo.

 

Urlare fino

A strapparmi di dosso

Questa pelle.

 

Vorrei cambiare la metrica di un haiku imperfetto. Sai, rispettare le regole. Mi spacco la testa da mezz’ora, ma non riesco a pensare ad un verso conclusivo di cinque sillabe. Non possiedo il necessario distacco, non sono più capace. In questa giornata di assoluta merda, vuota come lo sono io, il significato travalica ogni possibile forma. Questa pelle. Questa pelle. Non so come altro dirlo.

 

 

16 Marzo.

La mia nuova casa si chiama zona di separazione.

 

 

Ora.

 

Il primo giorno ho camminato lungo il corridoio di decompressione che separa il mondo reale dalla zona degenti. Nove settimane dopo ho compiuto lo stesso percorso a ritroso, da dentro a fuori. Oggi rifletto sul tempo trascorso tra questi due eventi. Profondità e durata. Rifletto sull’autenticità delle risposte che mi sto dando, alla ricerca di un equilibrio tra verità e desiderio di protezione. Sul senso di un’immane fatica. Per essere presente, per resistere alla tentazione di rifugiarmi in un luogo dove nessuno avrebbe potuto raggiungermi. Non so cosa sia rimasto di me. So che ho scritto ogni giorno, due quaderni fitti. Non ho mai riso, qualche volta ho pianto. Ho vissuto, credo. Meglio che potevo.

 

 

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Bene, anche se il lavoro non mi lascia il riposo.... ma si avvicinano le giornate al mare che di solito mi fanno riprendere... comunque sulla buona strada ci sei...
spero che tu stia già dormendo, fra.. domani ci sarà una bella luce, un sole forte e caldo per tutte e due (speriamo, porca miseria.. anch'io ne sento il bisogno). fra l'altro mi aspetta una giornata schifosamente piena, fra impegni improrogabili e genitori che all'improvviso chiedono di vedermi (e qui potrei aprire un altro capitolo, ma non ne ho voglia..). sai cosa mi piacerebbe? se hai tempo, se trovi l'ispirazione insomma, potresti raccontarmi della famosa cena (via mail, ovviamente). DEVO avere dei dettagli su quella sera :-) intanto ti auguro la buonanotte, sogni d'oro. PS: mitico coinquilino!
E' un caso..il mio coinquilino mi presta l volo la connessione ma non ho molto tempo..anzi,non ne ho affatto...è successo un mucchio di cose che tutte oggi hanno deciso di farmi sentire il loro peso...ti prometto che domattina te lo racconto, almeno un pò...Provo astendermi e a dormire,ho bisogno di fare switch off... Buonanotte Fra. La nostra prima buonanotte.
ehi.. che è successo? a parte che, appena troviamo il tempo, dovrai aggiornarmi su un po' di cose.. ma che bello leggerti anche di sera :-) non me l'aspettavo
Giornata pesante..dura...che mi fa sentire un pò delusa da me stessa..mi prenderei a schiaffi se potesi ora sai?
fraaa :-) buona serataaa
grazie lara :-) seguirò il tuo consiglio, ho voglia di dormire per cento ore filate.. bacio
ciao lukes, bello rileggerti. non so se io sia realmente sulla buona strada, forse no in effetti, ma sai cosa.. sono qui sul divano, con il portatile sulle ginocchia, una sigaretta ancora tutta da fumare, a casa mia.. questa cosa mi rende più serena. tu come stai?
Bentornata! Ho letto la parola manicomio, Francy. Quando ti leggo mi sento onorata. Riposati. Un abbraccio, Lara.
Ciao Francesca, sono contento di vederti più tranquilla. Ci vuole un pò per riprendersi da se stessi, ma mi sembri sulla buona strada. Lukes
..io sto..in continuo movimento...ho fatto un paio di cose oggi che non avrei dovuto fare...sono stata cattiva...
buongiorno fra :-) mi sto preparando per uscire, come ogni mattina per almeno una settimana. l'obiettivo dichiarato è "concordare un piano di supporto psicologico post-ricovero", e già questo.. ma in realtà è già tutto deciso, io ho zero potere decisionale. uhm.. :-) tu come stai?
Buongiorno!Che bello!Buongiorno!:-)
k :-) visto? una passeggiata di salute :-) uhuh.. credimi, sono strafelice. e straconfusa, ma credo sia normale. poi passa. tu stai bene? bacio.
Bentornataaaaaaaa!!!
mi piace "una sisala" :-) senti fra, sono felicissima che tu stia scrivendo tanto, perchè non ho affatto abbandonato l'idea di ospitare un tuo post qui. anzi, ci spero proprio :-) a proposito, mentre io perdevo tempo a farmi shakerare la testa, tu per caso hai aperto un tuo bloggetto? mi sembra di no.. (mi sento stanca come se avessi scaricato mattoni, è incredibile.. mi si chiudono gli occhi..) (smackkkkkk)
Stordita numero due a rapporto!A me sembra che così, adesso, questi giorni lunghissimi non siano mai venuti...so che non è così, ma la gioia di ritrovarsi/ci è decisamente di gran lunga superiore!! Io con le partenze ho una certa confidenza ma tra due mesi...beh, credo di essere ancora sepolta qui in ufficio..a meno che non vinco una "sisala", come si dice dalle mie parti, e allora lì partiamo tutte!!! La vuoi una notizia?STO SCRIVENDO COME UNA FORSENNATA!!(GYKEHU..mi sa che vinco io!)
stessa cosa per me, sis :-) due cose. la prima: la tua mail "franny glass".. beh.. non hai idea di quanto mi sia servita, nel momento esatto in cui me l'hanno letta. la seconda: mi riprometto di scriverti, presto e bene.
credo che baratterei la mia merenda con l'alfanumero TOGARE! Togo! Ehhehe..è vero Fra, c'è un senso in questo ritornobarrapartenza. Mi sei mancata tanto, e non dico altro, è già un momento troppo triste. Non so come spiegarti quanto sono contenta che tu sia qui, adesso. Spero che tu lo senta. Ora, mi si spacca lo stomaco ma devo andare. (tutto ciò mi ricorda curiosamente la botola di lost..uhm =)) Vi bacio tanto (enygig)
scrivo e penso: queste due stordite mi sono mancate moltissimo. bello..
eheh fra.. devo dire che in questa follia apparente c'è della logica, visto che il mio ritorno coincide perfettamente con la partenza della sis (spero per lidi più felici dei miei.. e non ci vuole molto..). fra un paio di mesi toccherà a te, eh fra.. prepara le valigie :-) (il mio codice è TOGARE, serve dire altro?)
In realtà per lavoro, se così si può dire..diciamo prove tecniche che è più sincero! Appena riuscirò a scriverti.. =) Fra-no-link, ma lo sapevi che i cani starnutiscono anche quando sono stressati? (KONUVO???)
Capisci che mi si sta sciogliendo?Che la Sis mi mette le ali?? Eccola l'altra!Scodinzolo e starnutisco, si vede?
aspetto dettagli, maude :-) soprattutto per capire se a smuoverti è il cuore o il lavoro.. mi sento sulla luna sai?
Ma chi c'è qui?! Eheheh..Fra! Sto facendo la valigia..cambio città per due mesi. Maggiori dettagli seguiranno in email. Ecco, ora aspetto una tua paternale..=)
:-) ma chi sono queste due ragazzine? :-)
Ma che bello...bentornata Fra! Di cuore.. Sarò via in questi giorni, ho parecchie novità. La più bella, ovviamente, è il tuo ritorno =) alfanumeri, che allegria
Buongiorno!!!Fraaaaaaaaaaaaaaaa!!!! Io sono qui quando, dove e quanto vuoi...sistema i casini e poi interrogami come una spia nemica!;-)
uhm.. codici alfanumerici in stile arlecchino e niente a capo nei commenti.. ma che è successo in questo bloggetto? °_°
ciao ale :-) anch'io sono felice di rileggerti. domenica ho fatto una scorpacciata di gatti di alice, sia post che fotine. ti mando un bacio.. a presto. grazie fra (fraaaaaaaaaaaaaaaaaa).. ho sentito un bellissimo nodo allo stomaco rileggendoti. i prossimi giorni saranno un po' incasinati per me, ma appena possibile voglio essere aggiornata (sai che mi leggevano le tue mail in tempo reale? ah!). tanti baci :-)
Kafka si chiedeva come trasmettere agli altri l'infelicità... Sono felicissima di averti di nuovo qui. Un abbraccio che giunga fino a te.
Bentornata. Solo questo, bentornata. Non immagini quanto l'ho aspettato il momento di poterti dire solo questo.
Bentornata... ti conosco poco, ma sono felice che tu sia qui... Passa a trovarmi se vuoi... Goditi la Pasqua veramente in pace... Ciao by Kia
Sono a casa adesso. Vorrei ringraziare con graditudine infinita chi mi ha scritto, qui o altrove.
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