Quando vedi la luce rossa sei in onda

no party

 

Lo so come funziona. So ricostruire nei dettagli il meccanismo che ti porta ad essere qui sotto, davanti al mio portone, macchina con le quattro frecce e dito incollato al citofono. Hai lavorato fino alle sei e mezza, non oltre perché senti, a una certa ora basta, e hai giusto quei venti minuti liberi prima dell'aperitivo in San Babila, quindi perché non farmi un'improvvisata. Ci rientro al pelo. E ti aspetti che io scenda di corsa, è scontato, in effetti non hai alcun dubbio sul fatto che io sia capace di adeguarmi all'istante alla tua frenesia pre-serale. Mi conosci, no? Dai Fra, due passi fino al bar, sigaretta e caffè all'after eight, giusto il tempo di dirci che è tanto che non ci vediamo, che mi trovi benissimo e io altrettanto, che in ufficio sono dei pazzi guarda ti racconto questa e poi scappo, poi due baci all'aria e fine della storia.

 

So come funziona perché ci siamo viste molte volte in questo modo. Lo so perché fino a ieri ero milanese come te, in carriera peggio di te, una che gestiva in automatico i rapporti umani ottimizzando tempi e spostamenti, modificando l'agenda in tempo zero, sempre di corsa verso un luogo dove dovevo assolutamente essere in otto minuti netti. E se adesso ti raggiungessi giù al portone dovrei spiegarti cosa è cambiato in questi mesi. Qualcosa dovrei dirti per forza perché vedi, stasera non ce la farei proprio a fingere. E so già che non riuscirei a trovare le parole. Finirei per buttare lì due frasi di circostanza a proposito di un periodo un po' incasinato, guardandoti negli occhi per una frazione di secondo, già pronta a rientrare.

 

Il fatto è che non sono più capace di sostenere uno sguardo come il tuo. Così diretto e presente. Non riesco nemmeno ad ascoltarti, non ci riesco, neanche a tre piani di distanza. Ho troppi suoni che mi girano in testa, troppe parole in acqua, troppo di tutto. Dovrei spaccare un muro a mani nude e sai, a volte ci riesco anche. Ma non stasera. Tira dritto, K, e scusami.

 

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Come è bello rileggerti, France. So che tornerai presto. Un abbraccio.
Grazie... la presenza , seppur eterea, di una persona è sempre fonte di quel pizzico di calore umano di cui abbiamo bisogno...
Potrei farti la stessa domanda che mi hai posto...ma temo di avere già la risposta tra le dita...
"già provato...già avuto...già sentito..."
L'unica cosa che posso dire appartiene ad un'altra categoria di "già": un abbraccio forte forte, ed in bocca al lupo!
sì.. avevo letto sul tuo blog di un periodo "complicato".. mi dispiace, per quello che vale. un abbraccio.
Se sto bene?...ehm...passiamo alla domanda n° 2... -_-'
Non ti preoccupare...il cane non lo posso tenere perché ho un gatto e un giardino che vorrei mantenere intetto, tartufi o non tartufi...se vuoi posso regalartelo...magari puoi sfruttarlo per fare dei soldini...con quello che costano i tartufi!!

ciao marzietta :-) mi piace avere uno spazio dove scrivere. e questo ha meno visibilità del precedente, cosa che apprezzo. ah sia chiaro.. il cane non te lo rimborso.

spero che tu stia bene. baci.

Ah! finalmente...certo che per trovarti...ho dovuto affittare un cane da tartufi!
Ben ritrovata!
Carino Lukas...veramente un lord...
Tse...

non è schizofrenia...è frenesia,è perenne lotta contro il tempo ladro,è la ricerca inconscia di riempire le giornate con qualcosa di effimero ed inesorabilmente privo di pienezza...

mi piace il tuo stile...mi sento a casa qui
°_°

Bel post, ma sento odore di schizofrenia

Hai fatto pace con il tempo?
Forse ne sei stata costretta... non so.
Ma adesso gli stai dando più rispetto
Se lo senti ostile, ascoltalo:
sa anche essere un tuo alleato.
Per me lo è.
Cassandra
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