notte
Vorrei silenzio, non questo dolore incessante, questa processione di sogni infranti, questo loop ossessivo, invischiata in una vita di attese, esistenza in proiezione, guardarsi avanti e indietro e dentro, e dentro, senza posa, senza distanza, con la voglia di farsi male, stupida coscienza, infantile paura della tenerezza, desiderio di un abbraccio, non questo frastuono di dubbio, questo lago di sangue, il credersi destinati al massacro. Vorrei silenzio per la stanchezza che provo, per il sonno che non arriva, per il tempo passato a sfibrarmi in cerca di risposte, per i momenti in cui vorrei cambiare tutto, da un secondo all'altro, ora ti prego subito, e sentire una voce che mi rassicuri, e credere nell'arrivo di un vento forte, di quelli che spazzano via ogni paura, di quelli che ti riportano a casa. Vorrei un cuore capace di corrermi avanti, che mi lasci con un vuoto nel petto per tutto il tempo necessario, un cuore capace di corrermi avanti, che voli oltre, guardando in basso, oltre questo buio, oltre finchè c'è buio, il mio cuore ingannatore del tempo, maratoneta instancabile, portatore di speranza. Ho visto un domani luminoso, l'epilogo di una lotta dissennata. E me che ti battevo in petto. E il sapore di un sangue nuovo e il tuo sorriso, ho visto. Vorrei un cuore capace di tornare indietro, per darmi coraggio.

lukes :-) mi fa tanto piacere ritrovarti qui, davvero. riguardo a quello che scrivi, penso di capire. sì. negli ultimi mesi ho avuto molto a che fare con la questione "indesiderate consapevolezze". e sono felice che tu, per descrivermi certe sensazioni, debba girare la testa all'indietro. dormi bene.
una cosa che ritrovo in quello che scrivi che ci accomuna è il pensare e pensare, anche in solitudine non ci abbandona mai il pensiero....
io ho provato questo qualche tempo fa, lo condivido con te che penso possa capirmi... un pensiero come tanti....
"la cosa più struggente della solitudine è la consapevolezza del silenzio"



