Quando vedi la luce rossa sei in onda

world is calling

 

Fuori sta piovendo da morire. Io sono sotto questo cornicione con un bicchiere di plastica in mano, ogni tanto bevo un sorso di caffè e dico sta smettendo, adesso smette. Alla fine abbandoniamo la nostra posizione e ci lanciamo allo scoperto, in fondo è solo acqua e la macchina sarà a cinquecento metri. Dieci passi e sono fradicia. Le gocce di pioggia mi bagnano il viso, le braccia, una mi si aggrappa alla punta del naso e resta lì finchè non la porto via con un dito. Ottima idea. Non resta che camminare in modalità automatica seguendo la tua schiena fra passanti, ombrelli, schizzi, accelerando l’andatura perché tu cammini davvero veloce, centrando una pozzanghera dopo l’altra senza accorgermi. Al semaforo di viale Umbria mi fermo a trafficare con l’accendino sotto al diluvio universale, e quando alzo lo sguardo tu sei lì, proprio vicina, a sorridermi con aria concentrata. Sei maledettamente vicina e continui a guardarmi, non li stacchi più quegli occhi, e io mi innervosisco perchè sento che stai per dire qualcosa di profondamente sbagliato. E c’è questa pioggia che non smette, tutta questa confusione di gente e automobili e marciapiede bagnato, e tu che un attimo prima eri un'innocua schiena da seguire e ora due occhi puntati dentro ai miei. Zitta, questo penso, non dire niente per favore. Un ombrello colorato invade il mio campo visivo sulla destra e io – mi aggancio – mi sintonizzo sul rosso della sua tela e conto mentalmente. Uno. La gente inizia ad attraversare la strada, c’è una ragazza con un giubbotto, le maniche rosso acceso. Due. E tu sei lì, ferma accanto a me, e posso percepirti mentre registro un pezzo di carta per terra, tre, e mi arrivano brandelli di frasi, io vorrei, questo stai dicendo, io vorrei, nel tempo necessario perché scatti il semaforo, quattro, e poi c’è una pubblicità muraria e un vaso in vetrina, cinque, sei. Il collare di un cane, una scritta con lo spray, e poi non ricordo cos’altro di rosso, fino a dieci, quando il meccanismo si disinnesca e io smetto di contare. Avere cura di te, questo stai dicendo. Vorrei avere cura di te. Senza più sorridere, a questo punto. Piove tantissimo.

 

 

 

 

Scritto ascoltando un inesplicabile “Big city life” dei Mattafix

 

 

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Penso che sia più che superfluo farti notare che il termine "a iosa" è adorabile.. =) Stai bene? Sono contenta! Fra! (la telefonata è andata più che bene, tra parentesi. adesso sono in grado di spiegare come si fa a smagnetizzare qualcuno eheheh. Adoro queste mie stupidaggini). Sono a casa!amazod! bAcio
una telefonata "inevitabile"? eh.. cerca di limitare i danni, maude, sono solidale :-) io sto bene, direi.. i miei consulenti sono soddisfatti, ricevo complimenti a iosa (il termine "a iosa" l'ho scritto a tuo beneficio, ovviamente). anch'io ti penso, ragazzina.. 
Io lascio qui un sorriso di quelli che vogliono dire "ti penso, torno presto, sto bene, sono stanca!". Volevo dirti anche che mi sa che stasera farò una di quelle telefonate per cui  mi pentirò per qualche mese. Come sta quella ragazzina di francytown? =)
uhm.. fra, "questo" cosa?
bimba..  °_°  ..
Vediamo se questo ti piace...:-)))
Come stai, bimba?
ti consiglio di fare così, fra: vai a casa presto (magari buttando lì una frase ad effetto come "signori, il mondo mi chiama!") e organizzati una serata tranquilla e coccolosa. io in genere mi coccolo da sola, tipo film in dvd e pizza quattro stagioni con doppia mozzarella. ma capisco che potrebbe funzionare anche meglio con un'amica fidata. se ne hai una sotto mano, perchè no..
Sono al lavoro sì...e sono decisamente distratta oggi...ho la testa che va per altri lidi....
"appena appena meglio".. sono molto contenta, tesora :-) un giorno alla volta.. ma sei al lavoro, fra? ti mando un grande bacio, di quelli che dicono "andrà bene, ho fiducia in te". IBEHYM!
Oggi va appena appena meglio...anche se sento di poter spezzarmi con un solo alito di vento.Resisto. Tu come stai?:-)
stordita come sempre, vorrai dire.. baci :-)
Stupenda come sempre, Francy. Un abbraccio.
lo so che resti in piedi, ragazzina.. intuisco i motivi della tua tensione, ma sotto sotto spero che si tratti di altro. cmq sia.. è bello rileggerti qui :-) OZATAK!
No..non ti preoccupare tesoro no...ho le spalle larghe e una forte consapevolezza...:-) I momenti difficili arrivano e vanno via...io resto in piedi.
ti aspettavo, tonta di una fra.. perchè mi fai preoccupare? :-) torna presto, sì.. bacio per te
Ho ancora il viso rigato di lacrime...un peso insopportabile e una stanchezza cronica... Ma un sorriso te lo lascio...ti penso e torno, presto torno.
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